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Progetto Educativo
di Gruppo
Triennio 2003-2005
Cenni Storici
(indice)
Il gruppo Guidonia 1° fu fondato nel 1944 da
Augusto Bordin, nell’allora Associazione Scout Cattolici Italiani (ASCI). Dal
1944 ad oggi il gruppo è andato evolvendosi assieme alla cittadina di Guidonia,
affiancandosi ad essa nel suo evolversi e cogliendone i mutamenti che nel corso
dei decenni hanno portato sia la cittadina sia il suo gruppo scout (dal 1982 non
più da solo ma assieme agli altri gruppi) alle attuali dimensioni.
Una tale storia ormai
sessantennale si è andata alimentando innanzitutto grazie allo spirito educativo
e innovativo del suo fondatore, persona di assoluta preminenza nel panorama
locale, e grazie poi all’azione ininterrotta ed entusiasta dei Capi, degli
Assistenti e dei ragazzi che da quel lontano 29 ottobre 1944 sono passati nelle
sedi del gruppo indossando, una volta e per sempre, il fazzolettone rosso e blu.
In tutti questi anni inoltre
l’Associazione stessa si è evoluta con continuità, diventando nel 1974 AGESCI
(dall’unione di ASCI e Associazione Guide Italiane AGI), dovendo e volendo nella
sua evoluzione far fronte alla crescente complessità delle sfide educative che
la società man mano proponeva. Per far ciò l’AGESCI si è sempre più e sempre
meglio dotata di strutture centrali, regionali e di zona, regolamenti e tutto
ciò che, come il presente Progetto Educativo, permettesse a dei Capi educatori
di oggi di affrontare la sfida posta dalle esigenze educative dei nostri
ragazzi, figli di questo tempo.
La Comunità Capi del Guidonia 1°
utilizza lo strumento del Progetto Educativo da circa 11 anni: in questo periodo
ne ha saputo cogliere potenzialità e benefici, e allo stesso modo ne ha colto i
limiti tutte le volte che non è riuscita ad applicarlo con continuità e fedeltà
allo scopo per cui tale strumento è stato ideato.
Analisi Ambientale
(indice)
I bambini della nostra branca L/C presentano
tutte le caratteristiche tipiche dei bambini di oggi: intelligenza viva,
maggiori informazioni a disposizione rispetto ai loro coetanei degli anni
passati, continuamente sottoposti a sollecitazioni e stimoli di vario tipo.
Ne consegue che sovente il loro tempo è
interamente occupato da una moltitudine di attività programmate (molto spesso
preminentemente dai loro genitori), dallo studio allo sport ad altri interessi:
lo scoutismo si ritaglia un ruolo particolarissimo ed a volte esclusivo di
formazione educativa all’interno di questa moltitudine di attività, che spesso
hanno come scopo neanche tanto occulto quello di dare ai bambini “qualcosa da
fare”, di tenerlo occupato in giornate nelle quali i genitori, per motivi di
lavoro, hanno poco tempo da dedicare loro.
In branca E/G continua a riscontrarsi questo
iper-attivismo dei ragazzi, ma compaiono i primi problemi di gestione del
proprio tempo; i ragazzi iniziano a gestirlo autonomamente, quantomeno
vorrebbero farlo soprattutto nella fascia dai 13 ai 16 anni, e in questo sforzo
di auto gestione iniziano a trovare i primi problemi di organizzazione.
Questo fenomeno è particolarmente presente
tra i ragazzi, mentre le ragazze sono più precoci nel riuscire a dare una certa
organizzazione al proprio tempo. Iniziano a farsi forti e stimolanti le
differenze di maturità e di crescita personale tra ragazzi e ragazze, differenze
che in branca L/C erano molto meno marcate e che troveranno un punto d’incontro
e di confronto più maturo nella branca R/S.
Allo stesso tempo, e sempre prevalentemente
per i ragazzi, si fa forte il “richiamo del gruppo”, della cerchia di amici con
i quali organizzare o più frequentemente passare il proprio tempo: gruppi di
ragazzi spesso non organizzati, tra i quali inizia ad emergere come carismatica
la figura di qualcuno di loro, dando vita alle dinamiche tipiche di gruppi di
ragazzi di questa età.
La branca R/S presenta un’accentuata
differenza tra ragazzi e ragazze, e all’interno della branca stessa sono
presenti ragazzi con differenti abitudini e di diversa estrazione sociale; il
Clan è una comunità aperta che guarda anche e volentieri al di fuori di se
stessa, ponendo attenzione a manifestazioni come ad esempio il Carnevale di
Guidonia, focalizzando l’attenzione su particolari tematiche e approfondendole
tramite i mezzi tipici del metodo R/S come il Capitolo. I ragazzi vivono una
fede attiva e critica, che li porta ad essere di stimolo anche ai loro Capi.
Il Noviziato di per sé è una comunità che può
propendere a chiudersi in se stessa e a trovare al suo interno i principali
riferimenti, soprattutto se tale tendenza è favorita da una particolare
composizione del Noviziato dell’anno in corso: è necessario presentare una
proposta educativa maggiormente aderente ai canoni dell’Associazione per la
Branca R/S, per non far sembrare le due unità come appartenenti a due branche
distinte.
Premessa
(indice)
E’ e deve essere un punto fondamentale della
nostra identità di gruppo la cura dei materiali e delle strutture, in questo
trovando un legame col progetto educativo appena scaduto.
Sottolineiamo l’importanza
dell’autofinanziamento come stile di vita scout secondo l’articolo della Legge
Scout “La Guida e lo Scout sono laboriosi ed economi”, ponendo attenzione a
evitare metodi poco impegnativi e meramente speculativi come la vendita di dolci
preparati dai genitori.
La Comunità Capi, per poter
svolgere al meglio il suo ruolo educativo sempre seguendo la metodologia scout
ha identificato, attraverso un’attenta analisi dei suoi ragazzi e dell’ambiente
sociale di Guidonia, alcuni punti sui quali indirizzerà nei prossimi anni in
maniera più mirata l’azione educativa. Tali punti sono elencati di seguito,
specificando nella maniera migliore possibile quali azioni verranno portate a
termine riguardo ciascun argomento.
Espressione
(indice)
La Comunità Capi si è resa conto del fatto
che negli ultimi anni tra le varie tecniche è stata trascurata l’espressione;
porremo quindi l’attenzione su tale tecnica chiaramente a partire dalla branca
E/G ma estendendo il discorso anche alle altre branche, laddove invece
esperienze basate sull’utilizzo della tecnica di espressione hanno dato in tempi
recenti soddisfazioni e occasioni di maturazione e crescita ai ragazzi.
Auspichiamo, e ci impegneremo per questo, che
a trarre beneficio da questa maggiore attenzione alle tecniche di espressione
sia la Santa Messa, nella quale recentemente sono stati mostrati da parte di
tutti i segni di una partecipazione scadente, sotto molti punti di vista.
Abbandoni in branca E/G
(indice)
E’ stato rilevato (e misurato, sebbene in una
maniera abbastanza empirica) un fenomeno relativo all’uscita dalla branca E/G di
alcuni ragazzi al 1° anno di Riparto, accompagnato invece a un positivo
ridimensionamento dell’abbandono dei ragazzi al 3° anno di Riparto: ci
proponiamo di analizzare i fenomeni con un’analisi statistica sufficientemente
accurata, da effettuare durante il 2004/2005 sulla base di una maggiore quantità
di dati storici.
Presupposto fondamentale è che le staff delle
Branche L/C ed E/G trovino, in Comunità Capi innanzitutto ma non solo, occasioni
per confrontarsi e rendere più naturale e meno problematico il passaggio dal
branco al riparto.
Impegno verso
l'esterno e Tradizioni di gruppo
(indice)
L’impegno del gruppo sul territorio va
sottolineato e realizzato in maniera più visibile: ci proponiamo di perseguire,
innanzitutto in Consiglio Pastorale ma comunque in ogni occasione ove ciò sia
possibile, il miglioramento dei rapporti con le altre associazioni della
Parrocchia, dando poi seguito attraverso alcuni eventi come quelli già
realizzati con MASCI, Caritas ecc.
Vogliamo effettuare una scelta attenta delle
tradizioni scout da perpetuare, non rimanendo vincolati a false tradizioni di
cui non sentiamo l’esigenza e l’importanza: allo stesso momento cogliamo
l’esigenza di essere, come Comunità Capi, i principali promotori delle
manifestazioni che ci vedono impegnati.
Per il prossimo 2003/2004 l’attenzione
maggiore sarà posta al 60° anniversario della fondazione del Guidonia 1°.
Formazione Capi
(indice)
La Comunità Capi pone attenzione massima alla
formazione permanente dei Capi; per fare questo utilizzerà con oculatezza gli
strumenti della verifica e del Progetto del Capo, porrà attenzione all’iter dei
Capi tirocinanti, curerà la partecipazione dei Capi all’iter associativo di
formazione premendo affinché nessuno resti indietro in tale iter, privilegerà
laddove possibile il lavoro in pattuglie per favorire un migliore confronto tra
i Capi stessi.
Verrà posta maggiore attenzione dalla
Comunità Capi alla progressione personale unitaria prima ancora che dalle
singole staff e si curerà maggiormente l’integrazione della figura dell’A/E
nelle attività.
Rapporti con le Famiglie
(indice)
Esiste un fenomeno inequivocabile di aumento
delle famiglie che presentano problemi tipici del nostro tempo, come separazione
o divorzio dei genitori: per questo e anche proseguendo nella cura del buon
rapporto già instaurato tra Capi e genitori negli anni scorsi, ci proponiamo di
curare sempre più l’approfondimento delle problematiche educative generate da
tali situazioni di disagio familiare.
Ciò potrà essere realizzato anche avvalendoci
dell’apporto di personale esperto, incrementando nella quantità ma soprattutto
nella qualità le occasioni di incontro e confronto con i genitori.
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